L’Ambasciata d’Italia a Sarajevo ha celebrato l’ottantesimo anniversario della Festa della Repubblica con un variegato programma di iniziative culturali, incentrate sulla musica, sul cinema, sulla fotografia e sulla cucina italiane.
Il programma si è aperto il 31 maggio presso lo storico “Cinemas Sloga” di Sarajevo con il concerto del gruppo toscano “Musica da Ripostiglio”, apprezzato ensemble italiano che fonde swing, jazz e cabaret in uno stile originale e coinvolgente. Il 1° giugno, in collaborazione con l’agenzia UNWomen, è stato proiettato il film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, ambientato nei giorni che precedettero il referendum del 1946 e dedicato al ruolo delle donne nella costruzione dell’Italia democratica.
Il ricevimento ufficiale, svoltosi il successivo 2 giugno, ha visto partecipare rappresentanti delle autorità locali, del corpo diplomatico, della collettività italiana nel Paese, i militari della missione EUFOR Althea e numerosi esponenti del mondo economico, culturale e accademico della Bosnia Erzegovina.
Nel corso della serata, gli ospiti hanno potuto visitare la mostra fotografica “Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’ANSA. 1946 – 2026”, che illustra gli ottant’anni di battaglie, trasformazioni sociali e conquiste legislative che hanno cambiato l’Italia anche grazie all’impegno delle donne.
Nel corso del ricevimento, una offerta culinaria variegata ha quindi valorizzato il recente riconoscimento attribuito da UNESCO alla cucina italiana come “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”
“Il referendum del 1946 ha rappresentato un momento fondativo per l’Italia contemporanea, nata dalla scelta della libertà, della democrazia, del multilateralismo” – ha osservato l’Ambasciatrice Castellani – “su queste premesse si fonda il forte sostegno italiano al percorso euro-atlantico della Bosnia Erzegovina. L’Italia sostiene inoltre la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Bosnia Erzegovina: un impegno evidente nel contributo fornito alla missione EUFOR Althea, di cui l’Italia ha assunto il comando quest’anno”.
L’Ambasciatrice ha quindi ribadito il costante sostegno italiano all’Ufficio dell’Alto Rappresentante nella supervisione dell’attuazione degli Accordi di pace di Dayton, valorizzando come il nostro Paese agisca per favorire il dialogo tra gli attori politici della Bosnia Erzegovina e la ricerca di soluzioni domestiche.
Richiamando la profondità delle relazioni bilaterali in ambito politico, economico – l’Italia è il secondo partner commerciale e il primo Paese fornitore della Bosnia Erzegovina, e le imprese italiane impiegano oltre 13000 addetti – come in campo culturale, l’Ambasciatrice ha annunciato l’imminente avvio dei lavori per la realizzazione del Museo d’Arte Contemporanea “Ars Aevi” a Sarajevo, progetto finanziato da AICS e storicamente legato all’Italia. Le prime opere d’arte furono infatti donate da gallerie italiane durante l’assedio della città e il disegno del costituendo museo venne realizzato dall’arch. Renzo Piano.
«Si tratta di un panorama che conferma il peso del nostro Paese in Bosnia Erzegovina e quei sentimenti di amicizia che da sempre legano i nostri popoli”. «L’Italia» ha concluso l’Ambasciatrice «è e continuerà a essere al fianco dei cittadini della Bosnia ed Erzegovina, che domandano un futuro nell’Unione Europea fondato su prosperità e stabilità».