Hanno preso ufficialmente il via oggi a Sarajevo i lavori per la realizzazione del Museo Ars Aevi, il grande progetto culturale nato durante l’assedio della città e destinato a diventare uno dei principali poli d’arte contemporanea della regione. L’Italia ha svolto un ruolo determinante nel percorso che ha portato all’avvio del cantiere. Furono italiane infatti le prime gallerie che, durante l’assedio, donarono le opere d’arte al costituendo museo, di cui l’arch. Renzo Piano disegnò poi il progetto, come di quello del ponte sul fiume cittadino antistante il museo. L’Italia, attraverso i fondi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha quindi finanziato la progettazione esecutiva dell’edificio museale, passaggio fondamentale per la cantierizzazione dell’opera.
La cerimonia di inaugurazione del cantiere ha visto protagonisti il Primo Ministro del Cantone di Sarajevo, Nihad Uk, la Sindaca del Comune di Novo Sarajevo, Benjamina Karić, il Capo della Delegazione dell’Unione Europea in Bosnia Erzegovina, Ambasciatore Luigi Soreca, l’Ambasciatrice d’Italia in Bosnia Erzegovina, Sarah Eti Castellani, l’Ambasciatore di Francia, François Delmas, il Rappresentante dell’UNESCO per la Bosnia Erzegovina, Sinisa Šešum, il fondatore della collezione Enver Hadžiomerspahić e la Direttrice del sistema museale della città, Senka Ibrišimbegović.
Nel corso degli interventi è stato ribadito come la sinergia tra le istituzioni bosniache e i partner internazionali abbia rappresentato un fattore decisivo per trasformare in realtà un progetto nato oltre trent’anni fa come simbolo di resistenza culturale.
«L’avvio dei lavori del Museo Ars Aevi rappresenta un momento di grande valore simbolico e culturale», ha dichiarato l’Ambasciatrice Castellani. «L’Italia ha creduto in questo progetto fin dall’inizio, sostenendone con convinzione il percorso attraverso la Cooperazione italiana e contribuendo in modo concreto alla sua realizzazione. Ars Aevi dimostra come la cultura possa diventare uno straordinario strumento di dialogo, riconciliazione e sviluppo. Siamo orgogliosi di aver accompagnato un’iniziativa nata durante gli anni più difficili della storia di Sarajevo, che oggi si avvia finalmente a diventare un luogo permanente di incontro, memoria e apertura verso il futuro.»
Il progetto esecutivo del museo è stato sviluppato dalla società di architettura NonStop in stretto coordinamento con il Renzo Piano Building Workshop, che ha messo a disposizione la propria esperienza e il proprio prestigio internazionale per la realizzazione dell’opera.
Ars Aevi nasce nel 1992 da un’idea di Enver Hadžiomerspahić, concepita durante l’assedio di Sarajevo come risposta culturale alla guerra. Da quell’iniziativa prese forma una straordinaria rete di solidarietà internazionale che vide artisti di fama mondiale – tra cui Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Marina Abramović, Joseph Kosuth, Maja Bajević e molti altri – donare le proprie opere alla città, dando vita a una collezione di eccezionale valore artistico e simbolico.
Le opere, oggi in gran parte ospitate presso la Vijećnica, storica sede dell’ex Biblioteca Nazionale e attuale Municipio di Sarajevo, troveranno finalmente una collocazione permanente nel nuovo museo. Il nome “Ars Aevi”, in latino “arte dell’epoca”, richiama anche, attraverso un suggestivo gioco anagrammatico, il nome della città di Sarajevo.
L’avvio dei lavori segna un passaggio storico verso la realizzazione di un museo destinato a custodire una delle più importanti collezioni di arte contemporanea nate da un progetto di solidarietà internazionale e rappresenta un ulteriore esempio del concreto impegno dell’Italia nella promozione della cultura e della riconciliazione in Bosnia-Erzegovina.