30° anniversario della partita Bosnia Erzegovina – Italia. Video messaggi di Malagò e Zola
Malagò
Sono passati 30 anni, dire che fa riflettere è dire poco, 30 anni da quello che è stata una guerra civile sicuramente più dura, più cruenta, più sanguinosa, più assurda, più sconvolgente nel cuore dell’Europa, nei Balcani. Ci fu una partita, finito questo massacro della popolazione, oltre che ovviamente dei militari, una partita simbolica che aveva il significato di riportare quelle nazioni alla normalità, Bosnia e Italia. Vinse 2-1 la Bosnia, ma qui andiamo oltre il risultato. Il significato fu enorme, 40.000 persone dopo quegli accadimenti significavano e significano il desiderio di ritornare a vivere fuori da un contesto non solo bellico, ma conflittuale così incredibilmente violento. L’ultima partita di Arrigo Sacchi era Gianfranco Zola in campo e l’Italia onorò proprio per attestare lo sport e il calcio in particolare danno un valore, un significato che in qualche modo ha aiutato la ripresa complicata, difficile, seppur con quel pensiero, quella memoria dolorosissima che esisteva e sicuramente anche oggi in parte esiste. E oggi abbiamo il dovere di ricordare quell’evento. Un abbraccio forte a tutti. Viva la pace e viva lo sport.
Zola
Della partita del 6 novembre 1996 ho tre ricordi in particolare. Il primo era il trasferimento dall’aeroporto all’albergo, dove noi attraversavamo una città completamente devastata, o veramente in buona parte devastata da quella che era stata la guerra. quindi palazzi distrutti, un sacco di macerie, un sacco di detriti per la strada, insomma questa è una cosa che mi fece impressione. L’altra cosa era che da una delle finestre dell’albergo vedevo fuori in un campo erboso che c’erano dei ragazzi che giocavano a pallone, questo era un po’ il contrasto. La terza cosa che mi ricordo era la partita, una partita dove noi perdemmosi, ma l’entusiasmo e la partecipazione della gente era veramente straordinaria, ma non solo per la loro squadra, ma anche nei nostri confronti. perché comunque noi eravamo la prima partita internazionale che si giocava a Sarajevo dopo la guerra e quindi loro ci trasmissero tanta di quella passione, tanta di quell’entusiasmo che era veramente eccezionale. Quindi queste sono le tre cose che mi ricordo e è stata una giornata, al di là della sconfitta, una giornata bellissima.