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Contrasto alla diffusione del Coronavirus - Misure adottate dalle Autorità della Bosnia Erzegovina

Data:

14/06/2021


Contrasto alla diffusione del Coronavirus - Misure adottate dalle Autorità della Bosnia Erzegovina

Ultimo aggiornamento 14 giugno 2021.

A partire dal 12 giugno 2021, l'ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina è condizionato alla presentazione, alle Autorità di frontiera, alternativamente:

- dei risultati di un test PCR o antigenico rapido per il virus COVID-19 che attesti la negatività dell'individuo, non più vecchio di 48 ore (laddove si arrivi da un Paese europeo) oppure di 72 ore (laddove si arrivi da altri Paesi);

- di un certificato che attesti che l’individuo ha ricevuto la seconda dose di vaccino COVID-19 (o una dose nel caso in cui si tratti di un vaccino a dose unica) almeno 14 giorni prima dell’arrivo in Bosnia Erzegovina;

- di un certificato rilasciato da un medico attestante che l’individuo ha superato la malattia da COVID-19 nel periodo compreso tra i 14 e i 180 giorni antecedenti all’arrivo in Bosnia Erzegovina.

Sono esentati dagli obblighi di cui sopra alcune specifiche categorie, tra cui: i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi del Patto Atlantico, i trasportatori merci e gli equipaggi. Sono parimenti esentati dagli obblighi di cui sopra i cittadini stranieri residenti in Bosnia Erzegovina che rientrano nel Paese dopo aver soggiornato in Serbia, Croazia e Montenegro per un periodo non superiore alle 48 ore, ed i bambini minori di 7 anni che viaggiano con i propri genitori o tutori legali (a patto che gli stessi siano in possesso di test PCR o antigenico negativo, certificato di vaccinazione o certificato sanitario relativo alla pregressa malattia da COVID, come sopra descritto)

Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza. L'attraversamento della striscia di Neum è in ogni caso consentito a patto di non sostare nel territorio della Bosnia Erzegovina e di raggiungere la frontiera nel più breve tempo possibile.

E’ consentito l’ingresso nel Paese con il passaporto o la carta di identità (elettronica o cartacea) valida per l'espatrio. La data di scadenza dei documenti deve eccedere di almeno 3 mesi il periodo previsto di soggiorno in Bosnia Erzegovina.

Si raccomanda a tutti i connazionali che entrano nel Paese di adeguarsi e rispettare le norme di sicurezza e le indicazioni delle Autorità locali in materia sanitaria.

Per maggiori informazioni relativamente alle modalità di ingresso in Bosnia Erzegovina, si raccomanda di visitare il sito web della Polizia di Frontiera statale, all’indirizzo:

http://www.granpol.gov.ba/Content/Read/76?title=Stranci

Restano fortemente limitati gli assembramenti e gli eventi pubblici. I negozi di alimentari e le farmacie continuano a funzionare regolarmente. Musei e altri servizi pubblici sono generalmente aperti al pubblico, al pari di ristoranti ed i bar, anche se si applicano restrizioni.

Si ricorda, in ogni caso, che ai sensi della normativa italiana attualmente in vigore sono vietati i viaggi verso i Paesi dell’elenco E (in cui figura anche la Bosnia Erzegovina) che non siano legati a motivi di lavoro, salute, studio o assoluta urgenza.

Soprattutto per coloro che pianificano una permanenza di breve durata, si raccomanda altresì di prendere attenta visione della normativa aggiornata del Governo Italiano in materia di ingresso in Italia dall’estero, disponibile a questo link:

https://ambsarajevo.esteri.it/ambasciata_sarajevo/it/ambasciata/news/dall-ambasciata/2020/07/contrasto-alla-diffusione-del-coronavirus_0.html

 

 


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