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Messaggio del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, in occasione della cerimonia di commemorazione del 31° anniversario del genocidio di Srebrenica

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Pubblichiamo il testo del messaggio del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, in occasione della cerimonia di commemorazione del 31simo anniversario del genocidio di Srebrenica. Il testo è stato letto durante le commemorazioni ufficiali dall’Ambasciatrice Sarah Eti Castellani.

 

Trentuno anni fa, con il genocidio di Srebrenica, l’Europa conobbe una delle pagine più buie della sua storia. In pochi giorni di luglio più di ottomila vittime innocenti furono barbaramente uccise in quello che resta il peggior massacro compiuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.

In questo giorno il mio primo pensiero va alle vittime, ai sopravvissuti e alle loro famiglie. Penso alle Madri di Srebrenica, che da trentuno anni chiedono verità e giustizia con una dignità che commuove il mondo. È il segno che quella ferita non è chiusa. Per questo ricordare non è un rito formale: è un dovere.

Ricordare significa dire la verità senza sconti. Significa respingere ogni forma di negazionismo che offende le vittime e avvelena il futuro. Non a caso le Nazioni Unite hanno proclamato l’11 luglio Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica. L’Italia ha sostenuto quella scelta con convinzione.

Srebrenica ha segnato una delle più gravi sconfitte della Comunità internazionale. È, ancora oggi, un monito fortissimo. Quando si riteneva che gli orrori del genocidio appartenessero ormai definitivamente al passato, quella tragedia dimostrò drammaticamente quanto fragile possa rivelarsi l’ordine internazionale quando non si vigila e non si reagisce di fronte all’odio, alla discriminazione e alla violenza.

La risposta più forte a quella tragedia ha un nome: Europa. La riunificazione dei Balcani alla storia europea è una priorità strategica assoluta del Governo. L’Italia è in prima linea nel sostegno al percorso europeo della Bosnia-Erzegovina: lo siamo stati quando Sarajevo ha ottenuto lo status di candidato, lo siamo oggi a Bruxelles dove lavoriamo perché la riunificazione dei Balcani alla storia europea includa tutta la regione.

Ai giovani bosniaci di ogni comunità dico: il vostro futuro fatto di pace, stabilità e crescita, è nella casa comune europea, dove i confini uniscono invece di dividere e le diversità sono una ricchezza.

Alle vittime di Srebrenica va il nostro omaggio più profondo. Custodirne e tramandarne la memoria è dovere civile e morale perché gli orrori della storia non si ripetano più.

Mai più!