L’Ambasciatrice d’Italia in Bosnia Erzegovina, Sarah Castellani, ha effettuato una visita nell’Entita’ della Republika Srpska, nelle aree di Derventa e Prijedor, incontrando rappresentanti istituzionali locali e visitando diversi stabilimenti italiani, attivi nei settori tessile (Gruppo Oniverse) calzaturiero (Amika e Relaxshoe), della produzione di cabine (Bosancar) e della lavorazione del legno (Lipa Drvo).
La missione si inserisce nel quadro della “Diplomazia della crescita”, che mira a rafforzare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Bosnia Erzegovina, valorizzando il ruolo delle imprese italiane quale motore di sviluppo, occupazione e innovazione.
Il ruolo della cooperazione economica quale pilastro delle relazioni bilaterali si conferma centrale. L’Italia è infatti un partner economico di primo piano per la Bosnia Erzegovina: per il quarto anno consecutivo è il primo Paese esportatore verso il mercato bosniaco, il secondo partner commerciale complessivo e il sesto investitore. Le imprese italiane presenti nel Paese impiegano complessivamente oltre 13.000 lavoratori, contribuendo in modo significativo alla crescita economica locale.
Nel corso dell’incontro con il Sindaco di Derventa, Igor Žunić, stato sottolineato tutto l’apprezzamento per la solidità e la profondità della presenza imprenditoriale italiana nel territorio: delle 35 aziende a capitale straniero presenti nell’area, ben 12 sono italiane.
Le aziende visitate rappresentano un tessuto produttivo variegato e dinamico, capace di coniugare con passione ed orgoglio tradizione industriale e innovazione. In diversi casi, gli stabilimenti utilizzano quasi esclusivamente tecnologia italiana, evidenziando l’eccellenza del comparto nazionale delle macchine industriali. Alcune realtà si distinguono inoltre per l’adozione di politiche ambientali avanzate, con utilizzo di energie alternative e processi orientati alla riduzione degli scarti.
La presenza italiana si dimostra non solo storica ma anche proiettata al futuro: tra le realtà visitate, una nuova fabbrica a Prijedor, recentemente avviata, sarà inaugurata nelle prossime settimane, a conferma di un impegno imprenditoriale in continua espansione.
Le imprese italiane risultano ben radicate nel territorio, con management locale altamente qualificato e modelli produttivi che, in alcuni casi, si integrano in maniera complementare con le attività svolte in Italia, configurando esempi virtuosi di near-shoring, grazie anche alla vicinanza con il nostro Paese.
“In queste visite – ha dichiarato l’Amb. Castellani – emerge con chiarezza come il tessuto industriale della Bosnia Erzegovina sia fortemente connesso a quello europeo, per tradizione, geografia e complementarietà.
L’ingresso nell’Unione Europea potrà ulteriormente valorizzare questa integrazione, ampliando le catene del valore e contribuendo alla realizzazione di un prodotto finito ‘Made in EU’, con i vantaggi connessi”.