Sul Monte Zec, nei pressi di Fojnica, la cerimonia annuale in ricordo dei quattro militari italiani caduti durante una missione umanitaria nel corso del conflitto
Sarajevo, 01 settembre 2026 – Nel luogo in cui 34 anni fa si consumò la tragedia, il Monte Zec nei pressi della municipalità di Fojnica, Cantone di Sarajevo, si è rinnovato il ricordo dei quattro militari italiani dell’equipaggio del volo G222 “Lyra 34”, abbattuto il 3 settembre 1992 durante il conflitto in Bosnia-Erzegovina.
Il velivolo, impegnato nel trasporto di alcuni aiuti umanitari nell’ambito delle operazioni delle Nazioni Unite a sostegno della popolazione civile all’epoca stretta nell’assedio della città, si trovava a pochi minuti dall’atterraggio quando fu colpito da due missili terra-aria. L’aereo esplose in volo e si schiantò sulla sommità del Monte Zec.
Nell’abbattimento persero la vita il Maggiore Pilota Marco Betti, il Tenente Pilota Marco Rigliaco, il Maresciallo Motorista Giuseppe Buttaglieri e il Maresciallo Elettromeccanico Giuliano Velardi, tutti insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
La commemorazione, organizzata sul luogo della tragedia, ha rappresentato un momento di raccoglimento e di memoria per ricordare il sacrificio dei quattro militari italiani, caduti nell’adempimento del proprio dovere mentre contribuivano, nell’ambito di una missione internazionale, all’assistenza della popolazione civile colpita dal conflitto.
Alla cerimonia hanno partecipato l’Ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, S.E. Sarah Castellani, il Comandante di EUFOR “ALTHEA”, Generale di Divisione Maurizio Fronda, il Comandante della 46ª Brigata Aerea, Generale di Brigata Aerea Luca Mazzini, l’Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado, Colonnello Aurelio Costa, e rappresentanti delle Forze Armate e delle istituzioni locali.
La deposizione della corona presso il monumento dedicato ai Caduti di Sarajevo ha rinnovato il legame tra la comunità locale e l’Italia, nel segno di una memoria che continua a unire quanti, a distanza di 34 anni, ne custodiscono il ricordo.
Nel corso della cerimonia, l’Ambasciatrice con il suo intervento ha rinnovato il cordoglio dell’Italia per il sacrificio dei quattro militari e sottolineato il valore della presenza italiana in Bosnia-Erzegovina: «Il ricordo di chi ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere rimane vivo e rappresenta un richiamo alla responsabilità che l’Italia continua ad assumere, a sostegno della pace della stabilità e della sicurezza in Bosnia-Erzegovina.»