L’Amb. Castellani si è recata oggi in visita agli stabilimenti dell’azienda PMP Industries di Gradiška, realtà industriale friulana con una lunga esperienza nel settore della produzione meccanica di precisione. La visita ha incluso anche una tappa presso il nuovo stabilimento produttivo della PMP recentemente inaugurato a Laktaši con un investimento di oltre 35 milioni di euro e progettato per aumentare la capacità produttiva complessiva degli impianti. Ad accogliere l’Ambasciatrice, il Presidente e Fondatore di PMP Industries e Presidente di Confindustria Udine, dott. Luigino Pozzo, oltre al Sindaco di Gradiška, Zoran Adžić.
La missione si inserisce nel quadro della azione di “diplomazia della crescita” dell’Ambasciata d’Italia in BiH a sostegno delle imprese italiane presenti nel Paese. L’Italia è primo fornitore e secondo partner commerciale della Bosnia Erzegovina e le realtà produttive italiane che operano nel Paese impiegano oltre 10 mila addetti.
L’Ambasciatrice Castellani ha dichiarato: “La collaborazione economica tra Italia e Bosnia Erzegovina rappresenta un patrimonio strategico, che contribuisce alla profondità delle nostre relazioni bilaterali. Le imprese italiane come PMP mostrano come una visione innovativa, unita a capacità produttiva e all’attenzione al territorio possano contribuire allo sviluppo economico della BiH. La storia di successo della PMP costituisce inoltre un ottimo esempio di quelle opportunità che la BiH può fornire alla nostra economia”.
Da parte sua, il Presidente Pozzo ha osservato: “PMP opera da 20 anni nell’entità della Republika Srpska con ottimi risultati, grazie alla proficua collaborazione con le istituzioni locali e ad una profonda integrazione sociale che l’azienda ha saputo costruire in questi anni. La PMP ha collaborato significativamente per il rilancio degli istituti tecnici, collaborando con l’Università e con realtà sportive e culturali del territorio. Gli stabilimenti della PMP in Bosnia Erzegovina lavorano sostanzialmente a supporto della casa madre Italiana o collaborano con clienti europei: tutto il materiale prodotto viene esportato in Europa, con un importante vantaggio reciproco. La crescita delle nostre aziende in Bosnia Erzegovina – così come di altri investitori europei – contribuisce inoltre a ridurre il flusso migratorio in uscita dalla BiH e stiamo in questo periodo assistendo ad una evoluzione con una migrazione di rientro”.
“La recente apertura del nuovo impianto a Laktasi conferma che l’economia della Bosnia Erzegovina è strettamente legata a quella europea: non è un caso che le esportazioni della Bosnia Erzegovina verso Paesi UE conti per il 73% del totale” – ha sottolineato l’Amb. Castellani. “È evidente pertanto che l’adesione della BiH all’UE potrà garantire stabilità e crescita, creando le condizioni per attirare ulteriori investimenti significativi e rafforzando lo sviluppo industriale del Paese. Basti pensare come dopo l’ingresso della Croazia nell’UE, il commercio tra Croazia e Slovenia sia aumentato del 380%”.
“I cittadini della BiH vogliono entrare nell’UE – ha concluso l’Ambasciatrice – e lo dimostrano anche recenti sondaggi condotti nelle due entità. È opportuno pertanto che le riforme avanzino senza ritardi, perché ogni esitazione politica ha un costo reale in termini di opportunità e investimenti. Il percorso europeo resta la via indispensabile per un futuro prospero per cittadini ed imprese della Bosnia ed Erzegovina. In questo percorso, la Bosnia Erzegovina potrà contare sul sostegno italiano”.