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Contrasto alla diffusione del Coronavirus - Misure adottate dalle Autorità della Bosnia Erzegovina

Data:

21/05/2020


Contrasto alla diffusione del Coronavirus - Misure adottate dalle Autorità della Bosnia Erzegovina

Le autorità della Bosnia ed Erzegovina hanno dichiarato lo stato di catastrofe in risposta alla pandemia di coronavirus: i casi confermati di COVID-19 in tutto il Paese sono 2.351.

Le Autorità statali e quelle delle due entità (Republika Srpska e Federazione di Bosnia Erzegovina) stanno lentamente allentando le misure restrittive inizialmente imposte. Modifiche alle misure di seguito descritte potrebbero essere introdotte con breve preavviso.

Le istituzioni scolastiche sono ancora chiuse e restano proibiti o fortemente limitati gli assembramenti e gli eventi pubblici. I negozi di alimentari e le farmacie continuano a funzionare regolarmente. Molte piccole imprese, musei e altri servizi pubblici non essenziali sono aperti o stanno programmando di riaprire, generalmente con orari ridotti.

I ristoranti ed i bar stanno nuovamente iniziando a riaprire al pubblico, anche se si applicano restrizioni.

In tutte le aree e gli spazi pubblici è necessario indossare una mascherina protettiva.

Tutti gli aeroporti sono chiusi ai voli passeggeri.

Per quanto riguarda gli ingressi nel Paese, il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina ha dato istruzione alla Polizia di Frontiera di sospendere l’ingresso a tutti i cittadini stranieri provenienti dalle zone di maggiore diffusione del virus Covid-19, tra cui anche l’Italia (L’elenco completo comprende: la Provincia di Wuhan in Cina, la Corea del Sud, il Giappone, l’Italia, l’Iran, la Francia, la Romania, la Germania, l’Austria, la Spagna, la Svizzera ed il Belgio).

Il divieto di ingresso di cui sopra non si applica a:

- operatori sanitari che arrivano in Bosnia Erzegovina nell’ambito della loro attività professionale;

- individui che necessitano di trattamenti sanitari urgenti;

- lavoratori trans-frontalieri;

- servizi e squadre di protezione civile;

- personale militare dei Paesi membri della NATO e di altri Paesi che partecipano al programma “Partnership for Peace” così come quello appartenente allo staff dei Quartier Generali della NATO e di EUFOR in Bosnia Erzegovina;

- stranieri con permesso di soggiorno in Bosnia Erzegovina;

- autisti ed accompagnatori nell’ambito di viaggi per trasporto salme;

- membri degli equipaggi di treni e navi merci internazionali;

- funzionari pubblici e membri delle delegazioni ufficiali il cui arrivo e la cui partenza siano stati preventivamente notificati alla Polizia di Frontiera della Bosnia Erzegovina per canali diplomatici ovvero attraverso il Cerimoniale / Protocollo dell‘Istituzione pubblica pertinente;

- stranieri in transito sul territorio della Bosnia Erzegovina che viaggiano per raggiungere il luogo di residenza abituale, senza fermarsi sul territorio della Bosnia Erzegovina;

- stranieri in possesso di un permesso speciale di ingresso, permanenza e/o transito rilasciato dal Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina;

- personale delle Ambasciate, dei Consolati e delle Organizzazioni Internazionali qui accreditato ai sensi delle Convenzioni di Vienna;

- autisti per trasporto merci su strada, a patto che seguano determinate cautele mediche e non si trattengano sul territorio della Bosnia Erzegovina per oltre 12 ore (non importa se per transito o consegna all’interno).

Dal 21 maggio 2020 l’ingresso nel Paese è consentito anche ai cittadini stranieri che viaggiano per motivi di lavoro e di affari, previa presentazione di un certificato attestante la negatività al test da COVID-19 non più vecchio di 48 ore e di una lettera d’invito di una società bosniaca.

I cittadini stranieri (inclusi gli autisti per trasporto merci) possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento).

 

 

 


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