{"id":7801,"date":"2026-03-30T10:27:17","date_gmt":"2026-03-30T08:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/?p=7801"},"modified":"2026-03-30T10:27:17","modified_gmt":"2026-03-30T08:27:17","slug":"qualificazioni-mondiali-italia-e-bosnia-erzegovina-avversari-per-una-notte-amici-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2026\/03\/qualificazioni-mondiali-italia-e-bosnia-erzegovina-avversari-per-una-notte-amici-per-sempre\/","title":{"rendered":"QUALIFICAZIONI MONDIALI. ITALIA E BOSNIA ERZEGOVINA: AVVERSARI PER UNA NOTTE, AMICI PER SEMPRE."},"content":{"rendered":"<p>Ci sono partite che vanno oltre il risultato, oltre i novanta minuti, oltre persino il calcio. Sono quelle in cui il campo diventa un\u2019occasione per ritrovarsi, in cui due popoli si riconoscono e si raccontano attraverso un pallone che rotola.<\/p>\n<p>La sfida che attende le nazionali di Italia e Bosnia Erzegovina domani sera a Zenica \u00e8 una di queste. Sar\u00e0 una partita decisiva, certo, e come tale carica di tensione, aspettative, sogni e scaramanzie. Ma sar\u00e0 anche un\u2019occasione per celebrare qualcosa di pi\u00f9 grande: il legame tra due Paesi che nel corso della storia sono sempre stati uniti da una sincera amicizia.<\/p>\n<p>Significativamente, proprio trent\u2019anni fa \u2013 il 6 novembre 1996 \u2013 la nazionale di calcio italiana allenata da Arrigo Sacchi venne a Sarajevo per disputare una partita amichevole contro la Bosnia-Erzegovina. Si tratt\u00f2 di un forte gesto simbolico: la guerra era appena finita e la visita dell\u2019Italia testimoni\u00f2 vicinanza alla popolazione bosniaca nel difficile periodo della ricostruzione. In campo c\u2019erano grandi nomi dell\u2019Italia, tra cui Roberto Baggio, Paolo Maldini e Gianfranco Zola. La partita fin\u00ec 2-1 per la Bosnia Erzegovina, ma il risultato fu secondario rispetto al messaggio, perch\u00e9 si tratt\u00f2 di uno dei primi grandi eventi sportivi internazionali a Sarajevo dopo la guerra, e contribu\u00ec a ridare un senso di normalit\u00e0 e speranza.<\/p>\n<p>Proprio durante il periodo bellico i legami tra i nostri due Paesi si fecero pi\u00f9 intensi. Moltissimi i cittadini bosniaci che trovarono riparo in Italia e che conservano tuttora un legame di affetto sincero per il nostro Paese. Tanti gli operatori umanitari o i semplici cittadini che durante la guerra dall\u2019Italia vennero in Bosnia Erzegovina, anche a costo della propria vita, per portare un conforto alla popolazione civile, colpiti per \u201cla guerra alle porte di casa\u201d. Dalla ricostruzione del ponte di Mostar \u2013 per citarne uno \u2013 ai numerosi progetti di cooperazione allo sviluppo e di sostegno alla riconciliazione inter-etnica, l\u2019Italia da allora sostiene concretamente la Bosnia Erzegovina.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 oggi tra i Paesi che pi\u00f9 sostiene il percorso euro-atlantico della Bosnia Erzegovina, auspicando la \u201criunificazione\u201d della famiglia europea. Con il proprio contingente nella missione militare EUFOR Althea \u2013 di cui quest\u2019anno ha assunto il comando \u2013 l\u2019Italia continua a sostenere la sovranit\u00e0, l\u2019integrit\u00e0 territoriale e la stabilit\u00e0 della Bosnia Erzegovina. Primo Paese esportatore e secondo partner commerciale, l\u2019Italia ha in Bosnia Erzegovina un rilevante peso economico. La cultura italiana \u00e8 qui unanimemente apprezzata e al nostro Paese continua a guardarsi con una simpatia sincera, dai tratti istintiva.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 una storia che unisce: quella dei tanti calciatori della Bosnia Erzegovina \u2013 come Dzeko, Pjanic o Lulic &#8211; che hanno trovato in Italia una seconda casa. Hanno portato talento, sacrificio, determinazione, contribuendo a rendere il nostro calcio pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 umano.<\/p>\n<p>In conclusione, domani sera il nostro cuore, inevitabilmente, sar\u00e0 diviso a met\u00e0. Da una parte, ci sar\u00e0 il sostegno sincero per la squadra del Paese che ci ospita, che ci accoglie con calore e ci fa sentire a casa. A questo popolo generoso, che ha attraversato difficolt\u00e0 profonde e che continua a guardare avanti nonostante un presente non facile, non si pu\u00f2 che augurare il meglio. Il suo entusiasmo, la sua passione, la sua umanit\u00e0 meritano rispetto e successo.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, per\u00f2, batte forte anche il desiderio di vedere l\u2019Italia tornare al Campionato del Mondo. Non sarebbe solo un traguardo sportivo, ma un regalo per un\u2019intera generazione, che non ha vissuto quelle stesse gioia che molti di noi ricordano ancora \u2013 dai Mondiali del 1982 a quelli del 2006 \u2013 legata ad estati indimenticabili.<\/p>\n<p>Per questo, qualunque sar\u00e0 il risultato, non ci saranno sconfitti. Perch\u00e9 quando il calcio riesce a essere ci\u00f2 che dovrebbe \u2014 un linguaggio universale, un terreno comune \u2014 allora vince sempre qualcosa di pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Saremo avversari per una notte, s\u00ec. Ma amici, davvero, per sempre.<\/p>\n<p>In bocca al lupo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Ambasciatrice<\/p>\n<p>Sarah Eti Castellani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono partite che vanno oltre il risultato, oltre i novanta minuti, oltre persino il calcio. Sono quelle in cui il campo diventa un\u2019occasione per ritrovarsi, in cui due popoli si riconoscono e si raccontano attraverso un pallone che rotola. 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