{"id":2099,"date":"2017-10-17T16:17:37","date_gmt":"2017-10-17T14:17:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/10\/intervista-della-scrittrice-italiana\/"},"modified":"2017-10-17T16:17:37","modified_gmt":"2017-10-17T14:17:37","slug":"intervista-della-scrittrice-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2017\/10\/intervista-della-scrittrice-italiana\/","title":{"rendered":"Andrea Marcolongo, scrittrice italiana ha lasciato tutto per iniziare una nuova vita in Bosnia: \u201cHo dedicato due libri a Sarajevo\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Intervista della scrittrice italiana Andrea Marcolongo per &#8220;Faktor&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Autrice: M. Arslanagi\u0107<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una nota giornalista e scrittrice italiana, che \u00e8 stata anche ghostwriter del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, ha sostituito la nativa Livorno con Sarajevo. La capitale bosniaca, come dice, ha vinto la battaglia, ed \u00e8 diventata la sua nuova casa ed il suo grande amore, visto che dopo aver vissuto qui, non riesce pi\u00f9 a vivere in Italia.<br \/>La trentenne Andrea Marcolongo, fino ad alcuni anni fa, non poteva neanche immaginare che proprio Sarajevo sarebbe potuta diventare la sua nuova casa. Tuttavia, quando, da turista venne in questa citt\u00e0, cap\u00ec molto presto che qui vi sarebbe rimasta, molto di pi\u00f9 del previsto.<br \/>&#8211; Sono arrivata a Sarajevo tre anni fa, durante un viaggio nei Balcani, con la mia miglior amica. La citt\u00e0 mi ha colpito subito con il proprio istinto di vita e fedelt\u00e0 a se stessa. I primi giorni non riuscivo ad ammirare la vista dal balcone della mia casa, situata nel quartiere di Bjelave, n\u00e9 guardare le numerose bianche lapidi sulle colline della citt\u00e0. Anche se non avevo nessuna esperienza di guerra, io, straniera, mi sentivo prigioniera di guerra. Gli antichi Greci credevano che la morte facesse parte della vita e, a Sarajevo, tutto ci\u00f2 era cos\u00ec evidente e chiaro. Ho cercato di comprendere l\u2019impossibile ed irrazionale male dell&#8217;assedio durato per anni, ho cercato di capire che \u201cil prima\u201d e \u201cil dopo guerra a Sarajevo\u201d, \u00e8 un orizzonte temporale pari al \u201cprima e dopo Cristo\u201d. Non l\u2019ho potuto capire, e cos\u00ec mi sono fatta sempre pi\u00f9 domande. Finch\u00e9 non mi sono innamorata dell&#8217;incredibile capacit\u00e0 delle persone di Sarajevo di accettare il dolore e di non deludere mai se stessi mai, di essere fedeli alla proprio Paese pur rispettando sempre l&#8217;essere umano. Non importa se le case sono ancora piene di buchi, le persone sono rimaste intere. Mi sono innamorata del vostro senso d\u2019ironia, fatto che vi permette di ridere su tutto, soprattutto della guerra. Ed ora, anch&#8217;io rido. Sono libera, come voi Bosniaci \u2013 dice all&#8217;inizio dell\u2019intervista per il Faktor, Andrea Marcologno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sarajevo come ispirazione per la scrittura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ispirazione per il libro recentemente pubblicato &#8220;La lingua geniale&#8221;, diventato bestseller nel mondo, Andrea l&#8217;attribuisce proprio a Sarajevo. Anche se, nel libro, scrive sul greco antico e sull&#8217;importanza delle lingue classiche ai giorni nostri, Andrea dice che il libro \u00e8 dedicato a Sarajevo e che, nelle sue pagine, si pu\u00f2 trovare tanto di Sarajevo.<br \/>&#8211; Il libro \u00e8 dedicato a Sarajevo per molti motivi e non parla solo del greco. Questa \u00e8 infatti una storia sulla comunicazione contemporanea, su come, a livello quotidiano, usiamo le parole, attraverso quelle greche. Inoltre nel libro parlo molto anche di Sarajevo. Quasi l\u2019intero libro, l&#8217;ho scritto nella primavera del 2016. Mi ricordo ancora il momento nel quale l&#8217;ho finito ed inviato, via mail, dalla terrazza del ristorante \u201cKod Bibana\u201d, con una spettacolare vista alla citt\u00e0 sotto di me. Il libro \u00e8 dedicato a Sarajevo anche perch\u00e9, a causa della scrittura, mi sono trasferita permanentemente a Sarajevo. Credevo fosse soltanto per alcuni mesi, per\u00f2 \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 naturale e ora, due anni dopo, da scrittrice, voglio che Sarajevo rimanga per sempre la mia citt\u00e0. Lontana da Sarajevo, non riesco a scrivere \u2013 racconta l\u2019italiana con indirizzo bosniaco.<br \/>Che Sarajevo sia un luogo di particolare ispirazione per la scrittrice, lo dimostra anche il fatto che quest\u2019estate, nella sua casa bosniaca, ha scritto anche il suo secondo libro, che sar\u00e0 pubblicato in Italia l\u2019anno prossimo.<br \/>&#8211; Siccome ora vivo qui, ho anche la mia routine giornaliera. La mattina, appena mi sveglio, vado a passeggio ed ogni volta vado per una strada diversa fino ad un piccolo bar \u201cSova\/Guffo\u201d, situato nel quartiere di Marin Dvor. E\u2019 l\u00ec che ho scritto quasi intero, il mio secondo libro, che anche in questo caso cita Sarajevo. La cosa pi\u00f9 bella \u00e8 che della mia Sarajevo ho parlato e scritto anche per i media italiani.<br \/>Cos\u00ec, di Sarajevo, ho scritto per il quotidiano Corriere della Sera, e insieme al fotografo Ziyah Gafi\u0107 ho fatto una reportage per la Repubblica. In tutti i Paesi dove vado a presentare il libro, parlo di Sarajevo. Non posso essere pi\u00f9 fiera di quanto lo sono per Sarajevo e la sua, cio\u00e8 la mia gente \u2013 dice Andrea.<br \/>Parlando di Sarajevo, Andrea sottolinea che di essa le piace di pi\u00f9 la vista spettacolare.<br \/>&#8211; Per ore, potrei ammirare le montagne che circondano la citt\u00e0, mentre la sera guardo le luci sulle colline, che sembrano le stelle sulla terra invece che nel cielo. Mi piace il verde, mi piacciono i vostri parchi, le vostre montagne. Ci\u00f2 che mi manca \u00e8 il mare, per\u00f2 per questo motivo, spesso passo i fine settimana in Erzegovina. Mi piace molto Trebinje, e Mostar per me \u00e8 indimenticabile \u2013 racconta la nostra interlocutrice.<br \/>Il motivo per il quale Sarajevo occupa un posto speciale nel suo cuore \u00e8 il fatto che i veterinari di Sarajevo sono riusciti a salvare la vita del suo cane Carlo, che a causa di un\u2019operazione malfatta in Italia era in condizioni difficilissime.<br \/>&#8211; Dopo quest\u2019operazione, mi sono seduta la sera tardi in macchina e sono partita da Livorno. Ho guidato senza interruzione e verso le 8 del mattino ero alla Stazione veterinaria nel quartiere di Otoka. Il medico, il quale non dimenticher\u00f2 mai per quello che ha fatto, ha salvato il mio cane e da quel momento, ogni giorno, il cane corre felicemente nel parco di Kosevo \u2013 dice Andrea.<br \/>Paragonando la vita in Bosnia a quella in Italia, Andrea dice che ci sono molte similitudini, ma anche differenze.<br \/>&#8211; In Bosnia esiste ancora il rispetto, la sincerit\u00e0, l\u2019eleganza, il senso di unione. L\u2019Italia \u00e8 vittima dell\u2019improvviso progresso, durato quarant\u2019anni, del ventennale Governo di Berlusconi, e di un decennio di crisi economica. Oggi la crisi sta nella gente, poich\u00e9 nessuno si fida pi\u00f9 di nessuno, persino i vicini di casa non si salutano pi\u00f9 a vicenda, chiusi per la paura dagli stranieri. C\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta ignoranza e inumanit\u00e0. Nella Bosnia esiste ancora il senso di appartenenza a qualcosa di pi\u00f9 grande, il senso di rappresentare i cittadini e non solo i numeri. Per questo motivo, ai miei amici che si lamentano della corruzione, della sanit\u00e0 che non funziona, dei trasporti pubblici etc. dico \u2013 andate in Italia, e cos\u00ec vedrete \u2013 dice Andrea, sorridendo.<br \/>Tatuaggio &#8220;Sarajevsko&#8221;<br \/>Finch\u00e9 l\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Bosnia Erzegovina, Nicola Minasi, non l\u2019ha coinvolta in numerose attivit\u00e0 culturali nella citt\u00e0 che, racconta, sono tantissime, Andrea non conosceva nessun italiano. Tutti i suoi amici di cuore a Sarajevo sono Bosniaci, che la entusiasmano.<br \/>&#8211; Beviamo insieme caff\u00e8, andiamo a bere, andiamo allo stadio, al cinema\u2026 Ammiro la sincerit\u00e0 dei Bosniaci che pu\u00f2 essere qualche volta dolorosa, per\u00f2 rende la vita pi\u00f9 facile. Mi piace il vostro ridere, la vostra musica (ascolto i gruppi \u201cZabranjeno pu\u0161enje\u201d e \u201cSkroz\u201d), la vostra eleganza, il fatto che davvero vivete la vita, vi godete le cose piccole ogni singolo giorno \u2013 racconta Marcolongo.<br \/>A parte che le hanno presentato un modo di vivere diverso, gli amici di Sarajevo l\u2019hanno aiutata anche a studiare il bosniaco. Tra le prime parole e frasi che ha imparato, oltre i saluti, erano: &#8220;nema problema&#8221;\/non ci sono problemi, &#8220;\u0161ta ima ba&#8221;\/come va, &#8220;ja pri\u010dam bosanski&#8221;\/parlo bosniaco e &#8220;cuko&#8221;\/cane.<br \/>&#8211; Ho iniziato da subito a studiare la lingua. Sono partita da zero, con i libri per i bambini con le immagini degli alberi e dei fiori. Gi\u00e0 da tre anni, ovunque mi porta il viaggio, porto con me, nella mia valigia, il libro di grammatica, e studio come una pazza, sui treni e sugli aerei. Tuttora prendo le lezioni di bosniaco appena posso \u2013 sottolinea Marcolongo.<br \/>Quanto ama il bosniaco, i Bosniaci, la Sarajevo e tutto ci\u00f2 di Sarajevo lo dimostra anche un tatuaggio sul corpo di Andrea.<br \/>&#8211; Ne ho tanti tatuaggi, e met\u00e0 di loro li ho fatti qui, presso il Centro \u201cSkenderija\u201d. Quello che fa ridere la gente \u00e8 la scritta &#8220;Sarajevsko&#8221;, come la birra di Sarajevo (Sarajevsko pivo), sul braccio sinistro. Anche se mi prendono in giro tutti, per me \u00e8 una scritta molto cara, mi ricorda i primi giorni passati a Sarajevo \u2013 racconta la scrittrice.<br \/>Questa italiana, attualmente, sta presentando il suo libro nei Paesi dell\u2019America Latina, da dove a dicembre, invece che in Italia, far\u00e0 nuovamente rientro a Sarajevo.<br \/>&#8211; Devo finire il mio secondo libro, e chi sa da quale posto lo invier\u00f2 questa volta. Naturalmente, anche questo sar\u00e0 dedicato a Sarajevo, solo a Sarajevo \u2013 sottolinea alla fine dell\u2019intervista per Faktor, Andrea Marcolongo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/faktor.ba\/vijest\/italijanska-spisateljica-ostavila-sve-da-bi-u-bih-zapocela-novi-zivot-dvije-knjige-sam-posvetila-sarajevu-268029\">Link all&#8217;intervista <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervista della scrittrice italiana Andrea Marcolongo per &#8220;Faktor&#8221; Autrice: M. Arslanagi\u0107 Una nota giornalista e scrittrice italiana, che \u00e8 stata anche ghostwriter del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, ha sostituito la nativa Livorno con Sarajevo. 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