{"id":1602,"date":"2020-10-27T07:10:53","date_gmt":"2020-10-27T05:10:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2020\/10\/bih-da-grandi-giocatori-a-grande\/"},"modified":"2020-10-27T07:10:53","modified_gmt":"2020-10-27T05:10:53","slug":"bih-da-grandi-giocatori-a-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2020\/10\/bih-da-grandi-giocatori-a-grande\/","title":{"rendered":"BiH: da grandi giocatori a grande squadra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nicola Minasi<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono sempre stato pessimo nel calcio, ma come italiano e come osservatore degli sviluppi politici nel tempo ho imparato ad analizzare sempre meglio i collegamenti tra il calcio e la societ\u00e0. Per molti analisti lo sport \u00e8 un indicatore affidabile del carattere nazionale ed un&#8217;intera corrente di ricerca si \u00e8 sviluppata sul calcio nei Balcani. Gli scienziati sociali si sono concentrati sia sul ruolo delle tifoserie nella mobilizzazione della violenza negli anni Novanta, sia sulle connessioni tra calcio e sfaldamento della Jugoslavia. Un giornalista italiano ci ha pure scritto un libro(Gigi Riva, \u201cL&#8217;ultimo rigore di Faruk\u201d, sul rigore sbagliato da Faruk Had\u017eibegi\u0107, il capitano sarajevese della squadra jugoslava, ai quarti di finale di Italia90).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando la nazionale della Bosnia Erzegovina negli ultimi incontri con l\u2019Italia, l\u2019Olanda e in particolare contro l\u2019Irlanda del Nord, nella sfortunata partita di Euro2020, non ho potuto fare a meno di cercare dei paralleli con la politica nazionale. Com\u2019\u00e8 possibile, mi sono chiesto, che una squadra con giocatori cos\u00ec forti, voluti dai migliori club europei, non riesca a creare uno spirito vincente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda riguarda anche le relazioni tra la Bosnia Erzegovina e la diaspora. Giocatori come D\u017eeko, Pjani\u0107, Kruni\u0107 e Luli\u0107 (per citare solo quelli di recente successo in Italia) sono esempi dei migliori elementi che lasciano il paese, cercando fortuna altrove. Questo \u00e8 buono per loro e per l\u2019immagine della Bosnia Erzegovina all\u2019estero, ma come mai una volta tornati non riescono ad avere gli stessi successi? Cosa manca? Il paradosso mostra i rischi di un\u2019integrazione europea senza le riforme necessarie: se la Bosnia Erzegovina entrasse domani nell\u2019UE i migliori giocatori partirebbero subito, ma poi chi investirebbe nelle nuove leve? Lo stesso principio si pu\u00f2 applicare alle scuole, alle imprese, alle universit\u00e0\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c\u2019\u00e8 una lezione che il calcio pu\u00f2 dare \u00e8 che una squadra \u00e8 pi\u00f9 dei suoi \u201cgiocatori costituenti\u201d. Una squadra \u00e8 pi\u00f9 delle undici persone sul terreno, con l\u2019allenatore e la panchina. Una squadra di successo \u00e8 prima di tutto un gruppo di persone con la fiducia di potere riuscire e di potere imparare dai propri errori per generare la volont\u00e0 di continuare a provare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ruolo unificatore, senza dubbio, tocca all\u2019allenatore e, nel caso di paesi, ai capi nazionali. La Bosnia Erzegovina \u00e8 chiaramente una societ\u00e0 multicentrica, con pi\u00f9 tradizioni, che pu\u00f2 prosperare solo quando i responsabili nazionali si accordano per fare la differenza a favore di tutti. Nessuna squadra pu\u00f2 vincere solo con una buona difesa, o con un paio di grandi attaccanti, o con un forte centrocampo. La squadra vincente ha bisogno di armonia in tutte le parti del campo, i giocatori devono fidarsi e aiutarsi l\u2019un l\u2019altro. Questo \u00e8 il vero ruolo di un capo: di permettere a chi lo segue di dare il meglio di s\u00e9 per il beneficio di tutto il gruppo. L\u2019eccellenza individuale aiuta, ma senza un buon spirito di squadra non serve a niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti sappiamo che ci\u00f2 richiede buona volont\u00e0, capacit\u00e0 di ascoltare e negoziare e, pi\u00f9 di tutto, visione. La strada \u00e8 chiara: la Bosnia Erzegovina ha i talenti giusti, un gran cuore, generazioni giovani e brillanti e grandi tornei a cui partecipare. Sono i capi che devono sapere mobilizzare le energie verso un bene comune, il solo in grado di assicurare il benessere di ogni singolo cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dividere \u00e8 sempre pi\u00f9 facile che unire e nel breve periodo chi divide appare addirittura pi\u00f9 forte e capace. Tuttavia dopo un po\u2019 questo produce sconfitte per tutti e soprattutto per i propri seguaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle prossime elezioni i responsabili della Bosnia Erzegovina ed i cittadini hanno una scelta: sostenere un obiettivo comunque di crescita e fiducia, pi\u00f9 che mai necessario in tempi di pandemia e recessione, o ingannarsi e dirsi \u201csiamo i migliori comunque, anche se perde la nazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spero vivamente che i politici e gli elettori decidano di essere veri capi ed offrire ai loro figli nuove vittorie, le sole che possono creare l\u2019orgoglio di vivere insieme ed incoraggiare nuovi sforzi da parte delle prossime, promettenti generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nicola Minasi \u00a0 Sono sempre stato pessimo nel calcio, ma come italiano e come osservatore degli sviluppi politici nel tempo ho imparato ad analizzare sempre meglio i collegamenti tra il calcio e la societ\u00e0. 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