{"id":4477,"date":"2024-09-23T09:34:16","date_gmt":"2024-09-23T07:34:16","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2024\/09\/messaggio-di-commiato-ai-connazionali-dellambasciatore-di-ruzza\/"},"modified":"2024-09-23T09:38:48","modified_gmt":"2024-09-23T07:38:48","slug":"messaggio-di-commiato-ai-connazionali-dellambasciatore-di-ruzza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambsarajevo.esteri.it\/bs\/news\/dall_ambasciata\/2024\/09\/messaggio-di-commiato-ai-connazionali-dellambasciatore-di-ruzza\/","title":{"rendered":"Messaggio di commiato ai connazionali dell\u2019Ambasciatore Di Ruzza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Cari connazionali e cari amici dell\u2019Italia,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">lascio oggi la Bosnia Erzegovina dopo quasi tre anni e mezzo di mandato quale Ambasciatore d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero ringraziare ciascuno di voi per il sostegno, l\u2019affetto e la simpatia con cui sin dall\u2019inizio avete accompagnato il mio servizio in questa splendida terra balcanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono orgoglioso che l\u2019Italia e\u2019 profilata in Bosnia Erzegovina quale una presenza importante ed amica, capace di dialogare con tutte le componenti del Paese e di esserne un partner fondamentale sia nelle relazioni bilaterali sia nell\u2019azione di sostegno al percorso euro-atlantico, con particolare riferimento al processo di adesione all\u2019Unione Europea. \u00c8 una prospettiva che l\u2019Italia appoggia con convinzione, credendo fermamente negli orizzonti europei dell\u2019intera regione dei Balcani occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivando a Sarajevo, nel giugno 2021, avevo annunciato l\u2019impegno a \u201cportare tanta Italia in Bosnia Erzegovina\u201d per rafforzare ed ampliare ulteriormente le storiche relazioni tra i nostri Paesi. Al riguardo riporto qui di seguito alcuni passaggi del discorso che ho pronunciato in occasione della Festa della Repubblica dello scorso 2 giugno, gi\u00e0 ripreso da alcuni organi di informazione del Paese, e che sotto certi aspetti possono essere considerati un mio \u201clascito spirituale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio ancora le Autorit\u00e0 Italiane per la fiducia accordatami e formulo i migliori auguri di buon lavoro a chi mi succeder\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A voi tutti un saluto grato, che vuole essere un arrivederci!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Marco Di Ruzza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Celebro oggi la Festa Nazionale a circa tre anni dalla mia assunzione quale Ambasciatore d\u2019Italia. Un periodo straordinariamente intenso, che mi ha fatto constatare l\u2019eccellenza delle relazioni che legano l\u2019Italia alla Bosnia-Erzegovina e l\u2019affetto \u2013 pienamente ricambiato &#8211; che circonda il mio Paese ed i miei connazionali in questa splendida terra<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Prestare servizio in questi tre anni \u00e8 stato per me un grande privilegio, in quanto il periodo \u00e8 coinciso con accadimenti di portata epocale per la Bosnia Erzegovina. Mi riferisco in particolare alla concessione dello status di Paese candidato all\u2019Unione Europea nel dicembre 2022 e, pi\u00f9 recentemente, alla decisione del Consiglio Europeo di aprire i negoziati di adesione. Questi sviluppi sono stati resi possibili anche grazie all\u2019incisivo impegno dell\u2019Italia in coerenza con la nostra incessante azione di sostegno alle prospettive europee dell\u2019intera regione dei Balcani occidentali. Le due visite a Sarajevo nell\u2019arco di un anno da parte del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, hanno dimostrato pi\u00f9 di ogni altra cosa l\u2019attenzione con cui l\u2019Italia guarda alla Bosnia Erzegovina e alle politiche di allargamento dell\u2019Unione Europea alla regione. In realt\u00e0 pi\u00f9 che di \u201callargamento\u201d noi italiani preferiamo parlare di \u201criunificazione\u201d, dato che i Balcani sono da sempre parte integrante della storia d\u2019Europa. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019Italia continuer\u00e0 a sostenere la stabilit\u00e0, la sicurezza e l\u2019integrit\u00e0 territoriale della Bosnia Erzegovina insieme a tutte le componenti della comunit\u00e0 internazionale che operano in questa direzione. E continuer\u00e0 a spalleggiare con forza e convinzione il cammino europeo del Paese, incoraggiando gli sforzi che le sue Autorit\u00e0 stanno profondendo: molto \u00e8 stato fatto negli ultimi anni e bisogna continuare su questa strada senza tentennamenti e soprattutto senza rallentamenti. La Bosnia Erzegovina potr\u00e0 sempre contare sull\u2019Italia da questo punto di vista. L\u2019Italia ha una forte anima europeista: i Trattati del 1957 che fondarono la Comunit\u00e0 Economica Europea e che sono tuttora il pilastro essenziale della costruzione europea furono firmati a Roma non solo in omaggio alla bellezza della Citt\u00e0 Eterna ma perch\u00e9\u2019 l\u2019Italia fu tra i Paesi che maggiormente avevano creduto allora nel progetto di allargare la collaborazione europea dal solo settore dell\u2019acciaio e del carbone ad uno schema pi\u00f9 ampio, incisivo e generalizzato. Non a caso la Conferenza ministeriale che nel 1955 apr\u00ec definitivamente le porte a questo processo fu organizzata anch\u2019essa in Italia, a Messina, su iniziativa del governo italiano.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ora pi\u00f9 che mai, dunque, occorre \u201ccogliere il momento\u201d per portare avanti in modo costruttivo e responsabile l\u2019agenda delle riforme di cui questo Paese ha maggiormente bisogno per la sua strada europea. Ricordo le parole del Presidente della Commissione Europa Ursula von der Leyen quando venne in visita a Sarajevo nell\u2019ottobre del 2022: \u201cCome membro dell\u2019Unione Europea, la Bosnia-Erzegovina incarnerebbe alla perfezione il motto europeo \u201cUniti nella diversit\u00e0\u201d. Ecco, l\u2019invito che rivolgo ai leader politici \u00e8 proprio questo: fare delle diversit\u00e0 un punto di forza e non un fattore di instabilit\u00e0, e cio\u2019 nell\u2019interesse del Paese, del suo futuro e dei suoi giovani. La decisione del Consiglio Europeo di marzo ha tracciato la strada in modo chiarissimo: perdere questa opportunit\u00e0 storica sarebbe un errore imperdonabile.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Torno ai rapporti tra l\u2019Italia e la Bosnia-Erzegovina. Sono veramente orgoglioso che l\u2019Italia in questo Paese sia non solo un\u2019importante ed apprezzata presenza diplomatica, ma, come a me piace dire, un vero ecosistema, declinato su diversi piani.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Saluto in primo luogo le associazioni che rappresentano le comunit\u00e0 italiane storiche, il cui insediamento in questo Paese risale soprattutto agli inizi del periodo asburgico. A distanza di un secolo e mezzo questi nuclei sono un fattore di continuit\u00e0 importante ed \u00e8 encomiabile il loro impegno a mantenere vivi i legami con l\u2019Italia, pur con il passare del tempo e delle generazioni. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Sotto il profilo dei rapporti economici, l\u2019Italia \u00e8 il primo Paese esportatore in Bosnia-Erzegovina, il secondo partner commerciale e presenta su questo mercato un\u2019ampia e variegata rete di aziende in pi\u00f9 settori produttivi. Sono circa 12.000 i posti di lavoro che questo sistema produce, con riflessi mutuamente vantaggiosi per i due Paesi in chiave economica ma evidentemente anche con importanti effetti sul piano sociale. Una menzione particolare meritano le nostre aziende nel settore bancario: Unicredit e Banca Intesa San Paolo rappresentano un grande pilastro di solidit\u00e0 ed affidabilit\u00e0 del sistema finanziario e creditizio di questo Paese. Saluto anche l\u2019\u201cAssociazione delle imprese italiane in Bosnia Erzegovina\u201d, di cui mi pregio di essere Presidente onorario, un sodalizio nato con il sostegno dell\u2019Ambasciata allo scopo di far crescere ulteriormente l\u2019eccellente dialogo economico tra i due Paesi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Con altrettanta fierezza constato l\u2019importanza della presenza culturale italiana in Bosnia-Erzegovina, dove gli assi portanti della nostra cultura e dello stile di vita italiano &#8211; la moda, il design, l\u2019arte, il cinema, la lingua, la cucina, lo sport, etc. &#8211; sono apprezzati ed amati. La diplomazia culturale \u00e8 dunque per noi il modo pi\u00f9 naturale per rafforzare i ponti tra i due Paesi, ma anche per promuovere ed incoraggiare i percorsi di riconciliazione e coesione sociale. La cultura di qualit\u00e0 \u00e8 infatti bellezza e dunque oltrepassa ogni barriera, connettendo persone e comunit\u00e0, con irresistibile forza magnetica. Da questo punto di vista, la cultura \u00e8 esattamente come lo sport nella definizione di De Coubertin che campeggia nel Museo Olimpico di Sarajevo: ossia, un vero distruttore di muri. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Non dimenticher\u00f2 mai alcuni grandi eventi culturali che ho avuto l\u2019onore di organizzare a Sarajevo in questi tre anni, quali il magnifico concerto del Maestro Riccardo Muti celebrativo dei Cento Anni della Filarmonica di Sarajevo o la partecipazione di Gianrico Carofiglio, scrittore e saggista tradotto in tutto il mondo, alla pi\u00f9 recente edizione della Settimana della Lingua italiana. A quest\u2019ultimo proposto colgo l\u2019occasione per ringraziare il Comitato di Sarajevo della societ\u00e0 Dante Alighieri, importante partner dell\u2019Ambasciata nelle iniziative di promozione culturale.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pienamente coerente con il valore che noi annettiamo alla cultura \u00e8 stato il nostro impegno a rilanciare il progetto del Museo di Arte contemporanea Ars Aevi, disegnato da Renzo Piano: l\u2019Ambasciata e l\u2019Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo-AICS continueranno a lavorare con il Cantone e la Citt\u00e0 di Sarajevo e con la comunit\u00e0 internazionale \u2013 un grazie particolare ad UNESCO e alla Delegazione Europea &#8211; sino a quando questo sogno, che sino a poco tempo fa sembrava irrealizzabile, non si sar\u00e0 trasformato in realt\u00e0. Noi pensiamo che i sogni svaniscono solo quando non si ha la forza di realizzarli. Ed \u00e8 per questo che ci abbiamo sempre creduto. Vogliamo costruire uno spazio artistico moderno, poliedrico, multiculturale, simbolo della rinascita della Bosnia-Erzegovina e del suo futuro europeo. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Sempre in materia di cultura fatemi ricordare che anche quest\u2019anno la nostra Festa Nazionale \u00e8 organicamente associata a un ricco programma di eventi. Pochi giorni fa abbiamo avuto per la prima volta a Sarajevo l\u2019Orchestra dei Filarmonici di Roma, che ci ha regalato un concerto meraviglioso ed emozionante. Nell\u2019accedere oggi a questo splendido edificio, avrete potuto ammirare la mostra dedicata a Pietro Perugino, uno dei pi\u00f9 talentuosi pittori del nostro Rinascimento, non a caso chiamato \u201cdivin pittore\u201d. Due giorni fa abbiamo inaugurato alla Galleria Nazionale la prestigiosa mostra \u201cL\u2019oro del tempo\u201d del fotografo e sperimentatore Mario Cresci, un progetto basato su una suggestiva contaminazione tra fotografia, grafica e pittura. Altre iniziative sono in programma nei prossimi giorni a Banja Luka e a Mostar.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019Italia \u00e8 da sempre in prima linea in Bosnia Erzegovina anche nel settore della Cooperazione allo Sviluppo attraverso progetti di cruciale importanza sostenuti dall\u2019AICS, dal campo sanitario, al fito-sanitario, all\u2019assistenza ai migranti, alla solidariet\u00e0 sociale, allo <\/em><\/strong><strong><em>sviluppo del turismo sostenibile (siamo i primi contributori di Via Dinarica), alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e della diversit\u00e0 ambientale, sino all\u2019industria della cultura, ricordando proprio l\u2019impegno per Ars Aevi.\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019Italia \u00e8 anche alla guida, con personale stabilmente residente, di progetti e gemellaggi (twinning) europei che aiutano le Autorit\u00e0 della Bosnia-Erzegovina ad allinearsi agli standard giuridico-operativi dell\u2019Unione Europea, e anche in questo in settori strategici, tra i quali la cooperazione di polizia, in particolare per rafforzare le azioni di contrasto ai traffici di esseri umani. Questo impegno \u00e8 la prova che il sostegno italiano alla prospettiva europea della Bosnia Erzegovina non \u00e8 limitato ad un\u2019alta diplomazia bruxellese, ma si nutre di un lavoro quotidiano, concreto, sul campo, a fianco delle Autorit\u00e0 e dei cittadini.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Allo stesso modo una grande forza dell\u2019Italia in Bosnia Erzegovina \u00e8 la societ\u00e0 civile, che sin dai tempi della guerra non ha mai smesso di essere presente, attraverso una solidariet\u00e0 viva e concreta, a volte agendo proprio in attuazione di iniziative della Cooperazione italiana. <\/em><\/strong><strong><em>Grazie all\u2019impegno delle OSC italiane, nel corso degli anni sono nati asili, centri per anziani, per disabili, per disoccupati, case per vedove e profughe di guerra, caseifici, progetti di micro-credito a sostegno di piccole imprese ma anche e soprattutto grandi iniziative di accoglienza. Migliaia e migliaia di bambini e bambine della Bosnia Erzegovina hanno avuto e continuano ad avere la possibilit\u00e0 di trascorrere soggiorni in Italia e tornare poi in patria come messaggeri di pace e piccoli \u201cAmbasciatori italiani\u201d. Proprio la forza della societ\u00e0 civile italiana \u00e8 una delle chiavi che meglio spiegano i sentimenti di amicizia ed affetto che caratterizzano i rapporti tra gli italiani e i bosniaco-erzegovesi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019Italia, e concludo, \u00e8 accanto alla Bosnia-Erzegovina anche per contribuire a mantenere su questo territorio un ambiente sicuro e protetto per le sue istituzioni, le sue imprese ed i suoi cittadini ed aiutare la Bosnia-Erzegovina a progredire nel suo percorso euro-atlantico. \u00c8 con noi una rappresentanza del contingente militare italiano in servizio a Camp Butmir presso la Missione EUFOR-ALTHEA e il Quartier Generale NATO. Rivolgo a tutti i militari italiani in servizio in Bosnia-Erzegovina un pensiero di stima e gratitudine.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Questa grande \u201csquadra\u201d vuole continuare a lavorare &#8211; con impegno, lealt\u00e0 ed amicizia \u2013 in Bosnia Erzegovina, per la Bosnia Erzegovina e, soprattutto, con la Bosnia Erzegovina. In questo spirito l\u2019Italia \u00e8 qui, oggi pi\u00f9 di ieri e meno di domani.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>E per quanto mi riguarda un grazie di vero cuore a tutti voi e \u2026 ciao Sarajevo<\/em><\/strong>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cari connazionali e cari amici dell\u2019Italia, lascio oggi la Bosnia Erzegovina dopo quasi tre anni e mezzo di mandato quale Ambasciatore d\u2019Italia. 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