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Storia

 

Storia

Lo Stato di Bosnia Erzegovina è sorto dagli Accordi di Dayton del 1995, che hanno posto fine al conflitto armato iniziato nel 1992, ed è territorialmente diviso in due Entità: la Federazione di Bosnia ed Erzegovina (a maggioranza croato-musulmana) e la Republika Srspka (a maggioranza serba). Inoltre, nel marzo del 2000 e’ stato istituito il distretto autonomo di Brčko.

L’Italia e’ stata fra i primi membri della Comunita’ Internazionale ad aver stabilito relazioni diplomatiche con la Bosnia Erzegovina, aprendo la propria Ambasciata a Sarajevo il 6 novembre 1996. Dall’aprile 1994 l’Italia era gia’ presente sul territorio bosniaco con una prima rappresentanza diplomatica (nella forma di Delegazione Diplomatica Speciale).

Sin d’allora la diplomazia italiana si e’ fortemente impegnata sia sul fronte della stabilizzazione del Paese che in favore dei processi di integrazione alle strutture europee ed euro-atlantiche della Bosnia Erzegovina in tutti i fori internazionali piu’ importanti.

L’Italia e’ un membro attivo della Comunita’ Internazionale in Bosnia Erzegovina; essa fa parte del Steering Board del Peace Implementation Council (PIC), istituito dagli Accordi di Dayton, con compiti di direzione politica dell’Alto Rappresentante in Bosnia Erzegovina.

Quest’ultimo e’ la maggiore autorità civile del Paese, figura istituita dagli Accordi di Dayton e responsabile del monitoraggio e della supervisione dell'applicazione dell'Annesso relativo agli aspetti civili degli Accordi di pace nonché dotato di poteri di imposizione di provvedimenti legislativi e di rimozione di pubbliche autorita’ che ostacolino il processo di pace (“poteri di Bonn”). L’Alto Rappresentante riferisce regolarmente sul proprio operato agli Stati membri del PIC e al Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite.

L’integrazione nelle istituzioni europee rappresenta l’obiettivo strategico principale del Paese, che, assieme all’UE e ai partner europei, l’Italia incoraggia e accompagna. Dal 1996 l’Unione Europea e’ presente in Bosnia con una propria Delegazione. In base ad una decisione del Consiglio del luglio 2011, l’incarico di Rappresentante Speciale dell’UE in BiH e Capo della Delegazione Europea sono ricoperti dalla stessa persona. La Delegazione in Bosnia e’ una delle piu’ importanti dell’UE al mondo per dimensioni e risorse.

Anche sul piano militare l’Italia si è sempre impegnata per la stabilizzazione del Paese. Nel tempo il contingente italiano stanziato a Camp Butmir (Sarajevo) dal 1995 è stato ridotto significativamente, ma l’Italia continua ad essere presente con alcuni ufficiali e sottufficiali dell’Esercito e dell’Aeronautica militare sia nel comando dell’EUFOR sia nel quartier generale della NATO.

Il nostro Paese e’ inoltre un forte sostenitore e promotore di organizzazioni regionali e di iniziative regionali a supporto della stabilizzazione della Bosnia Erzegovina e dei Balcani Occidentali nel loro complesso, quali l’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) e l’Iniziativa Centro Europea (InCE).

Oltre all’impegno multilaterale, l’Italia e la Bosnia Erzegovina vantano una eccellente collaborazione bilaterale. Nel periodo dal 1992 al 2015 la Cooperazione Italiana ha sostenuto progetti di sviluppo per un importo superiore a 210 milioni di Euro. Inoltre, a fronte delle pesanti alluvioni che hanno colpito il Paese nel 2014, l’Italia ha finanziato un Progetto di Ricostruzione Post Alluvioni di oltre 1 milione di Euro.

Nel 2014 l’Italia è stata il secondo partner commerciale della Bosnia Erzegovina con un interscambio complessivo di 1,45 milioni di Euro. Il nostro Paese risulta fra i primi dieci Paesi investitori in Bosnia Erzegovina. Significativa è la presenza nel settore bancario bosniaco di Unicredit e Intesa San Paolo.

Le relazioni culturali sono in forte espansione come testimoniato dall’entrata in vigore in aprile 2015 dell’Accordo bilaterale di cooperazione nel campo della cultura, dell’istruzione e dello sport, firmato nel 2004.


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