Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

Panoramica generale

Le priorità economiche della Bosnia Erzegovina includono: l'accelerazione nel percorso di integrazione europea; il rafforzamento del sistema fiscale; l'attuazione delle riforme della pubblica amministrazione; l'adesione all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); la promozione di un settore privato dinamico e competitivo che possa essere garanzia di crescita economica.

In questa fase del processo di adesione all'Unione Europea, la Bosnia Erzegovina coopera con gli altri paesi dei Balcani occidentali nell'ambito del cosiddetto Processo di Berlino, che rappresenta un aspetto complementare dell'integrazione della Bosnia Erzegovina e del Balcani occidentali nell'Unione.

A seguito del Vertice di Trieste tenutosi il 12 luglio 2017, è stato adottato il “Piano d'Azione Pluriennale” per l'istituzione dello spazio economico regionale dei Balcani occidentali (MAP REA). Il piano si articola in 4 direzioni su cui verterà lo spazio economico regionale: commercio, investimenti, mobilità e integrazione digitale.

Conformemente all'impegno regionale, la Bosnia Erzegovina è coinvolta in tutti i processi di integrazione europea.

Innanzitutto è stato concluso l'Accordo di stabilizzazione e associazione (ASA) con l’Unione Europea.

La Bosnia-Erzegovina ha inoltre concluso l'Accordo Centroeuropeo di Libero Scambio (CEFTA), insieme ad altri paesi dei Balcani occidentali, anch'essi coinvolti nel processo di stabilizzazione e associazione. L'obiettivo del CEFTA è l'ulteriore liberalizzazione del commercio nella regione, l'eliminazione completa di tutte le barriere commerciali e la preparazione dei futuri Stati membri per l'adesione all'Unione Europea.

Inoltre, tutti i membri del CEFTA, compresa la Bosnia Erzegovina, hanno firmato accordi di libero scambio con l'Associazione europea di libero scambio (EFTA), che unisce i mercati di Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein nel campo del commercio. L’EFTA dovrebbe portare alla piena inclusione della regione CEFTA, creando un unico "Spazio economico europeo" (SEE).

L'appartenenza e la partecipazione attiva a organizzazioni multilaterali, come l'Organizzazione Mondiale del Commercio, è uno degli obiettivi chiave della politica commerciale estera della Bosnia Erzegovina nel prossimo periodo.

 

Italia - Bosnia Erzegovina

Le relazioni economiche tra l’Italia e la Bosnia Erzegovina si sono radicate nel tempo sia grazie alla vicinanza geografica, che per la complementarietà dei rispettivi sistemi economici.

In Bosnia-Erzegovina, con 3,5 milioni di abitanti e un Pil nominale nel 2019 di 18,1 miliardi di euro, l'Italia figura come secondo partner commerciale dopo la Germania e si registrano circa 80 società italiane che hanno effettuato investimenti diretti o joint-ventures. Sono oltre 10.000 gli occupati riconducibili ad aziende italiane.

Tra i principali investitori industriali nel Paese spicca la bresciana “Metalleghe”, produttore di silicio metallico che possiede in Bosnia-Erzegovina due importanti impianti. Nel Paese sono anche presenti aziende di abbigliamento, calzature, chimica, meccanica, costruzioni e progettistica. Tra le principali si ricordano: Corà SpA (lavorazione del legno), Olip Italia (calzature), LiquiGas e la Sol SpA (gas), Metalleghe di Jajce, Colorificio S. Marco a Čitluk, PMP Jelsingrad (componenti per macchine dedicate alla siderurgia), Franzoni Filati a Kozarska Dubica, Krupa Kabine d.o.o. di Bosanska Krupa (produzione di cabine per macchine agricole).

Significativa è anche la presenza italiana nel settore bancario: il 30% del mercato bosniaco è detenuto dai gruppi Intesa Sanpaolo e Unicredit, che è la prima società bosniaca per capitalizzazione. Il sistema bancario, basato su standard e principi internazionali, è uno dei settori più organizzati e sviluppati del Paese, proprio per questo su 24 banche commerciali, 15 sono di proprietà straniera.

L'attuale status di Paese associato all'UE permette un accesso privilegiato al mercato europeo e ai suoi vantaggi, come la stabilità monetaria grazie al cambio fisso con l'Euro, agevolazioni doganali, manodopera qualificata e facilmente reperibile a costi contenuti.

Le risorse naturali della Bosnia Erzegovina sono ancora sottoutilizzate, lasciando ampio spazio per investimenti e nuovi afflussi di capitali nel settore energetico, nell’agricoltura, nell’allevamento, nell’estrazione mineraria, nella silvicoltura, nella pesca, nel turismo e in altri settori.

Tradizionalmente, sono presenti in Bosnia-Erzegovina industrie automobilistiche e tessili, ma negli ultimi anni è stato molto significativo anche lo sviluppo del settore IT.

In Bosnia-Erzegovina è presente una forza lavoro qualificata e vi sono una lunga tradizione e una vasta esperienza nella produzione industriale. Inoltre, sono presenti 4 zone franche nella Federazione della Bosnia Erzegovina che consentono agevolazioni commerciali e fiscali. Infine, è in fase di studio la creazione di altre zone franche nella Republika Srpska.

Ad attirare investitori stranieri vi è anche una legislazione favorevole e un sistema fiscale agevolato. In questo contesto, la valuta nazionale, il Marco convertibile (BAM), è completamente ancorato all'euro (1KM = 0,51129 €, o 1 € = 1,95583 KM) ed è una delle valute nazionali più stabili, motivo per cui la BiH è uno dei paesi più attraenti per gli investimenti esteri.

Per maggiori informazioni sulla situazione economica del Paese e le relazioni economico-commerciali bilaterali è possibile visitare il seguente sito: http://www.infomercatiesteri.it/paese.php?id_paesi=61.


26