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Fare affari in Bosnia Erzegovina

 

Fare affari in Bosnia Erzegovina

Secondo i dati della Banca Centrale della BiH, nel 2019, in Bosnia-Erzegovina si è registrato un PIL nominale di 18,1 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto all'anno precedente.

Per quanto riguarda il 2020, secondo le stime preliminari della Banca Centrale della BiH, il PIL dovrebbe diminuire del 4,6% prima di tornare ad una crescita del 3% nel 2021 se la pandemia subirà un blocco e le attività economiche riprenderanno.

La Bosnia-Erzegovina è membro a pieno titolo della Banca mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Il marco convertibile della Bosnia-Erzegovina (KM) è direttamente collegato all'Euro ed è una delle valute nazionali più stabili dell'Europa sudorientale. L'inflazione è sotto controllo e non supera il tasso di inflazione nell'Unione Europea.

La Bosnia-Erzegovina è un paese molto aperto alla cooperazione economica, al commercio e agli investimenti esteri. I vantaggi per gli investimenti e le imprese si riflettono principalmente nella favorevole posizione geografica, nelle straordinarie risorse naturali a disposizione e nella forza lavoro qualificata.

L’Italia è il secondo partener commerciale della Bosnia-Erzegovina. Secondo i dati di infoMercatiEsteri, tra gennaio e febbraio 2021 le esportazioni italiane in BiH erano pari a 101,46 milioni di euro, con una variazione del -12,2% rispetto allo stesso periodo nel 2019, trend negativo probabilmente causato dalla pandemia da Covid-19. I tre prodotti maggiormente esportati riguardano la metallurgia (109,09 milioni di euro), gli articoli in pelle, escluso abbigliamento e simili (82,28 milioni di euro) e prodotti chimici (64, 28 milioni di euro).

Per quanto riguarda le esportazioni della Bosnia-Erzegovina verso l’Italia, tra gennaio e febbraio 2021 erano pari a 121,27 milioni di euro, con una variazione del 27,8% rispetto allo stesso periodo nel 2019. I tre prodotti maggiormente importati in Italia dalla BiH sono articoli in pelle, escluso abbigliamento e simili (155,86 milioni di euro), energia elettrica, gas e vapore, anche da fonti rinnovabili (54,67 milioni di euro) e prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (50,01 milioni di euro).

Secondo i dati della Banca Centrale della BiH, il flusso di investimenti diretti esteri nel 2019 ha raggiunto un valore di 357 milioni di euro. Il paese che ha investito maggiormente nel 2019 è stata la Russia (211 milioni di euro) seguita dalla Croazia (117 milioni di euro).

Per quanto invece riguarda il 2020, secondo i dati preliminari della Banca Centrale, per i primi nove mesi il flusso in entrata degli investimenti diretti esteri è stato pari a 249 milioni di euro. Questo dato indica una diminuzione di IDE del 34% rispetto allo stesso periodo del 2019. Considerando lo stock di IDE dal maggio 1994 al dicembre 2019 il principale investitore è stata l'Austria (1,4 miliardi di euro), seguita da Croazia (1,2 miliardi di euro) e Serbia (1,1 miliardi di euro); l'Italia si posiziona all'ottava posizione con 329 milioni di euro investiti in vari settori economici.

Sulla base del settore di destinazione degli investimenti, nel 2019 risultano ai primi posti le attività di fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (103,3 mil. di euro), nonché servizi finanziari (settore bancario, 78,7 milioni di euro) e commercio all'ingrosso (47 milioni di euro), etc.).

La legge sugli investimenti esteri diretti in Bosnia-Erzegovina garantisce agli investitori un trattamento nazionale. L’aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) è unica e ha un tasso del 17%, classificandosi come la più bassa della regione. Inoltre, sono presenti un gran numero di zone industriali disponibili, località attraenti e impianti di produzione.

La Bosnia-Erzegovina ha firmato una serie di accordi commerciali regionali e bilaterali che consentono il collocamento di prodotti provenienti dalla BiH esentasse sui mercati di oltre 50 milioni di consumatori nell'ambito dell'Accordo di libero scambio (CEFTA ed EFTA), nonché di altri 80 milioni di consumatori nell'ambito dell'accordo di libero scambio commerciale con la Turchia (ALS).

La Bosnia-Erzegovina ha una chiara prospettiva di adesione all'Unione europea, che si tradurrà in un ulteriore aumento della sua competitività economica. Essa ha già ha ampiamente armonizzato la legislazione con gli standard dell'UE.


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