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Italia-Bosnia Erzegovina: avvio corso di italiano per gli studenti della scuola primaria Musa Ćazim Ćatić di Sarajevo

Data:

10/03/2021


Italia-Bosnia Erzegovina: avvio corso di italiano per gli studenti della scuola primaria Musa Ćazim Ćatić di Sarajevo

Sarajevo, 10 marzo 2021. L’Ambasciata d’Italia a Sarajevo è lieta di comunicare l’avvio presso la scuola primaria Musa Ćazim Ćatić di Sarajevo del primo corso extracurriculare di lingua italiana organizzato in un istituto primario della Capitale.

Le lezioni coinvolgono circa 100 studenti dalla prima alla nona classe e si svolgono attualmente in modalità a distanza in linea con le disposizioni anti-Covid. Grazie all’approccio adottato dalle due insegnanti assunte dall’istituto, giovani laureate in Italianistica presso l’Università di Sarajevo, che alternano i tradizionali metodi didattici ad attività ludiche pensate per i più piccoli, è stato possibile estendere l’insegnamento anche agli studenti dei primi anni.

Il corso nasce su impulso dell’Ambasciata con il decisivo supporto della Preside Fatima Prohić, cui va la gratitudine per l’organizzazione del sondaggio tra i genitori e la facilitazione in tutte le fasi organizzative, e la collaborazione con l’Associazione Dante Alighieri di Sarajevo che ha coadiuvato l’individuazione delle due insegnanti.

A conferma della priorità attribuita alla cooperazione culturale e linguistica, il progetto è stato reso possibile dal sostegno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha stanziato le risorse finanziarie per l’attivazione della cattedra e donato i manuali scolastici in uso a professoresse e studenti, consegnati stamattina dall’Amb. Minasi alla Preside Prohić.

Il progetto al Musa Cazim Catic si inserisce nel sostegno dell’Ambasciata alla creazione di cattedre di italiano nelle scuole di ogni livello di tutto il Paese, con la prospettiva di una graduale istituzionalizzazione dei corsi in collaborazione con le Autorità locali. Cio’ anche quale strumento di inserimento professionale delle giovani generazioni come futuri insegnanti, traduttori, ma anche dipendenti delle oltre 80 imprese italiane in Bosnia Erzegovina che già oggi impiegano oltre 12 mila cittadini locali.

 

 


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