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Contrasto alla diffusione del Coronavirus - Misure adottate dalle Autorità della Bosnia Erzegovina (16 luglio 2020)

Data:

16/07/2020


Contrasto alla diffusione del Coronavirus - Misure adottate dalle Autorità della Bosnia Erzegovina (16 luglio 2020)

Sarajevo, 16 luglio 2020. Le autorità della Bosnia ed Erzegovina hanno dichiarato lo stato di disastro in risposta alla pandemia di coronavirus: a partire dal mese di giugno c’è stata un'accelerazione dei contagi, parallelamente all'allentamento delle misure restrittive inizialmente imposte.

Modifiche alle misure di seguito descritte potrebbero pertanto essere introdotte con breve preavviso.

Le istituzioni scolastiche sono ancora chiuse e restano fortemente limitati gli assembramenti e gli eventi pubblici. I negozi di alimentari e le farmacie continuano a funzionare regolarmente. Musei e altri servizi pubblici hanno generalmente riaperto al pubblico, al pari di ristoranti ed i bar, anche se si applicano restrizioni. Gli aeroporti hanno riaperto al traffico passeggeri, anche se alcune compagnie aeree non hanno riattivato, o hanno nuovamente sospeso a seguito del nuovo aumento di contagi, le rotte da e per la Bosnia Erzegovina.

In tutte le aree e gli spazi pubblici è necessario indossare una mascherina protettiva.

Per quanto riguarda gli ingressi nel Paese, il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina ha dato istruzione alla Polizia di Frontiera di sospendere l’ingresso ai cittadini stranieri, fatta eccezione per i cittadini croati, serbi e montenegrini.

Il divieto di ingresso di cui sopra non si applica alle seguenti categorie di stranieri, le quali non sono tenute ad osservare periodi di quarantena o auto-isolamento:

- operatori sanitari che arrivano in Bosnia Erzegovina nell’ambito della loro attività professionale;

- individui che necessitano di trattamenti sanitari urgenti;

- lavoratori trans-frontalieri;

- servizi e squadre di protezione civile;

- personale militare dei Paesi membri della NATO e di altri Paesi che partecipano al programma “Partnership for Peace” così come quello appartenente allo staff dei Quartier Generali della NATO e di EUFOR in Bosnia Erzegovina;

- stranieri con permesso di soggiorno in Bosnia Erzegovina;

- autisti ed accompagnatori nell’ambito di viaggi per trasporto salme;

- membri degli equipaggi di treni e navi merci internazionali;

- funzionari pubblici e membri delle delegazioni ufficiali il cui arrivo e la cui partenza siano stati preventivamente notificati alla Polizia di Frontiera della Bosnia Erzegovina per canali diplomatici ovvero attraverso il Cerimoniale / Protocollo dell‘Istituzione pubblica pertinente;

- stranieri in transito sul territorio della Bosnia Erzegovina che viaggiano per raggiungere il luogo di residenza abituale, senza fermarsi sul territorio della Bosnia Erzegovina;

- stranieri in possesso di un permesso speciale di ingresso, permanenza e/o transito rilasciato dal Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina;

- personale delle Ambasciate, dei Consolati e delle Organizzazioni Internazionali qui accreditato ai sensi delle Convenzioni di Vienna;

- autisti per trasporto merci su strada, a patto che seguano determinate cautele mediche e non si trattengano sul territorio della Bosnia Erzegovina per oltre 12 ore (non importa se per transito o consegna all’interno).

- cittadini stranieri che viaggiano per motivi di lavoro e di affari, previa presentazione di un certificato attestante la negatività al test da COVID-19 non più vecchio di 48 ore e di una lettera d’invito di una società bosniaca.

A partire dal 16 luglio, è prevista un’ulteriore eccezione per le seguenti categorie di cittadini stranieri, che pur non appartenendo ad una delle fattispecie sopra indicate possono entrare in Bosnia Erzegovina, senza essere soggetti a provvedimenti di quarantena, previa presentazione di un certificato attestante la negatività al test da Covid-19 non più vecchio di 48 ore al momento dell’ingresso nel Paese:

- cittadini dei Paesi membri dell’Unione Europea o appartenenti dell’Area Schengen (a parte la Croazia per i cui cittadini vale il sopraticato libero ingresso);

- cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno in uno di detti Paesi;

- cittadini stranieri in possesso di visto Schengen multiplo.

Tutti i cittadini stranieri, inclusi gli autisti per trasporto merci, possono entrare nel territorio della Bosnia Erzegovina unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento).

Si raccomanda a tutti i connazionali che entrano nel Paese di adeguarsi e rispettare le norme di sicurezza e le indicazioni delle Autorità locali in materia sanitaria. Soprattutto per coloro che pianificano una permanenza di breve durata, si raccomanda altresì di prendere attenta visione della normativa aggiornata del Governo Italiano in materia di ingresso in Italia dall’estero, disponibile a questo link:

https://ambsarajevo.esteri.it/ambasciata_sarajevo/it/ambasciata/news/dall-ambasciata/2020/07/contrasto-alla-diffusione-del-coronavirus_0.html

 

 


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